Sondaggio Politico-Elettorale

Barometro Politico di luglio dell’Istituto DEMOPOLIS. Storico sorpasso del PD sul PDL: sul partito del Premier pesa l’insoddisfazione dei cittadini per l’attività

Pubblicato il 22/7/2011.

Autore:
Istituto Demopolis

Committente/ Acquirente:
Barometro Politico DEMOPOLIS per i Quotidiani Locali Gruppo l’Espresso (Il Tirreno, Il Piccolo, Il Centro, Il Mattino di Padova, Gazzetta di Mantova, Alto Adige, ecc.). Diffuso inoltre da Libertà e Affari Italiani

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Campione casuale rappresentativo dell'universo di riferimento, stratificato per classi di età, sesso, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni:
Metodologia CATI-CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
1.004 intervistati. Universo di riferimento: cittadini italiani maggiorenni

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 11/07/2011 ed il 13/07/2011


QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se si votasse oggi per le elezioni politiche, a quale partito darebbe la sua preferenza?.

Risposta: Grafico allegato - Non sa: 23%








CONTRIBUTI CONCLUSIVI


Testo conclusivo:
Le elezioni amministrative ed i referendum hanno rivelato un profondo cambiamento nel clima d’opinione che ha determinato, in poche settimane, un ribaltamento nei rapporti di forza tra i due principali partiti del Paese. Secondo i dati del Barometro Politico nazionale di luglio dell’Istituto Demopolis, il PDL – se ci recasse oggi alle urne – si posizionerebbe al 26,5%. Il Partito Democratico si attesterebbe invece al 28%, con un sorpasso storico, che lo porterebbe a divenire, per la prima volta dalla sua nascita, il primo partito italiano. Secondo l’indagine Demopolis sulle intenzioni di voto degli italiani, l’IdV di Di Pietro, in ripresa dopo il referendum, si attesta al 5,8%%; Sinistra, Ecologia e Libertà di Nichi Vendola resta stabile al 7,5%; al 3,2%, complessivamente, gli altri partiti minori di Centro Sinistra (FdS, Radicali, PSI, Verdi, ecc). Sul fronte opposto, il PDL passerebbe dal 37,4% delle Politiche 2008 all’attuale 26,5%, con una perdita di oltre tre milioni e mezzo di voti: sintomo di delusione, ma anche di un profondo disorientamento dell’elettorato. Stretta nel patto di Governo, pure la Lega – incapace di cogliere l’insoddisfazione progressiva di ampi segmenti della propria base – risulta punita dai propri elettori e, per la prima volta dalle Europee, scende al di sotto della soglia del 10%. La Destra di Storace e Musumeci si attesta all’1,5%; i movimenti meridionali alleati del Premier (Forza del Sud di Miccichè, PID di Romano, Io Sud, Noi Sud, ecc) otterrebbero oggi il 2,1%. Il rallentamento dell’attività di Governo e la prolungata assenza di risposte alla profonda crisi economica ed occupazionale che vive il Paese pesano soprattutto sul consenso dell’asse Bossi-Berlusconi, che risulterebbero entrambi fortemente penalizzati dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate. Solo una minima parte del voto in uscita dal PDL confluirebbe sul nuovo partito di Gianfranco Fini: il peso di Futuro e Libertà, in netta discesa nei consensi ed attestato al 3,5%, risulta molto condizionato dal ruolo e dall’esposizione mediatica del suo leader e fondatore. Decisamente più stabile l’UDC di Pierferdinando Casini, posizionata al 7%. Con l’API di Rutelli all’1,1% e l’MpA di Raffaele Lombardo allo 0,9%. Se ci recasse oggi alle urne per le Politiche – secondo la fotografia sulle intenzioni di voto degli italiani scattata dall’Istituto Demopolis - il Centro Sinistra, se unito, conquisterebbe la maggioranza dei seggi alla Camera. L’attuale sistema elettorale non permetterebbe però al Centro Sinistra di ottenere la maggioranza a Palazzo Madama. Il Terzo Polo, nonostante un certo indebolimento registrato nelle ultime settimane, potrebbe dunque esercitare, quale ago della bilancia al Senato, un ruolo determinante per la futura governabilità. “Resta consistente, intorno al 24%, il partito dell’astensione, ma – sostiene il direttore di Demopolis Pietro Vento – è alto soprattutto il numero degli incerti, di quanti, di Centro Destra o Di Centro Sinistra,appaiono oggi indecisi sulla scelta da compiere nell’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. I cittadini intervistati appaiono molto preoccupati per gli effetti della manovra finanziaria del Governo e per il prolungarsi della crisi economica ed occupazionale nel nostro Paese”. Nota metodologica Il Barometro Politico dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è diretto e coordinato da Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone. L’indagine demoscopica è stata effettuata, con metodologia CATI-CAWI, su un campione di 1.004 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area geografica di residenza. Approfondimenti su: www.demopolis.it






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